CiaoMacchina.it: come rottamare l’auto senza muoversi da casa?
Prima o poi succede a tutti: l’auto che ci ha accompagnato per anni smette di essere utilizzata. Magari non supera la revisione, magari un guasto costa più di quanto valga, oppure è ferma in cortile da così tanto che nessuno ricorda l’ultima volta che è stata accesa. A quel punto la domanda è sempre la stessa: come si rottama un’auto senza perderci giornate intere? Negli ultimi anni la risposta è cambiata parecchio, soprattutto grazie ai servizi online di ritiro a domicilio.
Cosa significa rottamare un’auto?
Rottamare un veicolo vuol dire consegnarlo a un centro di raccolta autorizzato, cioè un’autodemolizione abilitata a trattarlo come rifiuto: bonifica dei liquidi, recupero dei ricambi ancora utilizzabili, smaltimento del resto. Il passaggio più importante, però, è burocratico. Il centro rilascia il certificato di rottamazione e si occupa della cancellazione dal PRA, la cosiddetta radiazione, che toglie definitivamente l’auto dalla circolazione e dal nome del proprietario.
Come funziona il ritiro a domicilio?
Fino a qualche tempo fa bisognava cercare un demolitore, chiamarne diversi e capire chi ritirava e a quali condizioni. Oggi esistono piattaforme che fanno da ponte tra chi deve disfarsi del veicolo e le ditte della zona. Su CiaoMacchina.it: si compila un breve modulo con targa, modello, condizioni dell’auto e comune, e la richiesta viene girata all’autodemolizione autorizzata più vicina, che ricontatta il proprietario per fissare il giorno.
Il ritiro avviene dove si trova l’auto, in strada, in cortile o in box, ed è gratuito. Vale anche per i veicoli che non si muovono più: in quel caso arriva il carro attrezzi. Lo stesso discorso, di norma, riguarda anche furgoni, moto e scooter.
Quanto tempo ci vuole?
Dipende soprattutto dalla zona e dalla disponibilità delle ditte. Con CiaoMacchina, la prima telefonata arriva in tempi brevi e il ritiro si fissa in pochi giorni, concordando l’orario più comodo. Il vantaggio principale è un altro: nessun giro di telefonate e nessun bisogno di spostare un’auto che magari non parte nemmeno.
Quali documenti servono?
In genere la lista è breve:
- libretto di circolazione o Documento Unico;
- certificato di proprietà, se in formato cartaceo;
- entrambe le targhe (una sola per le moto);
- documento d’identità e codice fiscale dell’intestatario;
- una delega, se a consegnare l’auto è un’altra persona.
Un consiglio pratico: raccogliere tutto in una busta qualche giorno prima. È proprio il giorno del ritiro che si scopre che il libretto è finito in un cassetto dimenticato.
L’auto da rottamare vale ancora qualcosa?
Dipende. Anno, peso, completezza e ricambi recuperabili fanno la differenza: un’auto relativamente recente, con motore e carrozzeria integri, può avere un piccolo valore, mentre un veicolo molto vecchio o già smontato in parte, mediamente, no. Quando c’è un importo, la ditta lo comunica di norma prima del ritiro. Meglio diffidare di chi promette cifre alte al telefono senza aver visto nulla.
Quando la situazione si complica?
Ci sono casi in cui servono passaggi in più e il parere di chi fa questo lavoro ogni giorno. Succede con targhe o libretto smarriti, per cui serve la denuncia, con un fermo amministrativo, da valutare caso per caso, oppure con un’auto ereditata, quando gli eredi sono più di uno e bisogna chiarire chi può firmare. La cosa migliore è segnalarlo subito, così la ditta sa già come muoversi.
Quali errori evitare?
- Affidarsi a chi non è autorizzato: senza certificato l’auto resta intestata e, con lei, bollo e responsabilità.
- Perdere il certificato di rottamazione: è il documento che dimostra la consegna e tutela il proprietario.
- Disdire l’assicurazione troppo presto: un’auto parcheggiata in strada deve restare coperta fino al ritiro.
- Rimandare all’infinito: un’auto ferma continua comunque a pesare sul bollo.
- Dimenticare oggetti personali nell’abitacolo, dal telepass ai documenti nel portaoggetti.
Perché salutare bene la propria auto?
Non è solo burocrazia. Per molti la vecchia macchina è legata a viaggi, traslochi, primi appuntamenti. Non a caso c’è chi, prima del ritiro, le dedica una foto o perfino una lettera d’addio, un modo leggero per chiudere un capitolo e voltare pagina, magari pensando già alla prossima.
